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14 nov 09

golosaria nashi e salame

Perchè questo abbinamento? Perchè no?

Come antipasto, freddo, credo che sia un abbinamento veramente ben riuscito senza le forzature, tipiche, di una certa qual cucina detta “creativa”.

E bono! Punto e basta.

Non c’è quel dolce/salato che odio perchè è come mettere due paia di mutande, perchè indecisi o per averne una di scorta.

C’è il salame d’oca (50%oca, pancetta di maiale pesante cuneese, spezie…) prodotto da Valerio Fenoglio (clicca) con le oche di Cascina Peschiera (clicca) si “fonde” sul palato, dando una sesazione di morbidezza, di equilibrio, di rotondità.

C’è il nashi (clicca) che con la sua succosità sposa i sapori del salame e lo accompagna in una sorta di  “dolce  fine”.    (dove dolce sta per delicata.)

E, per innaffiare il gargarozzo, in questo caso è d’obbligo un secco. Assolutamente secco! Durante Golosaria ho avuto modo di sperimentare quelli che avevo a “tiro” e, in modo particolare, ho trovato perfetto il secco di una cantina classica italiana: Carpenè Malvolti. Cserszegi, vino spumante brut (clicca) che ho potuto conoscere grazie all’amico, Giovanni Pomati che gestiva lo stand davanti al mio. (Hai capito grande John chi ti ha scolato le otto pinte di brut?)







12 ott 09

“Imprenditori di razza”. Questo è l’aggettivo che mi viene in mente mentre parlo della famiglia Fiandino.

La storia inizia con Magno Fiandino che, negli anni 20, acquistò la Cascina Palazzo a Villafalletto (CN) per dedicarsi all’allevamento dei bovini. D’ estate portava i suoi animali in alpeggio, alle sorgenti del fiume Stura di Demonte (CN), in un paesaggio da favola.  A questa favola si aggiunse in seguito il Caseificio, verso la fine degli anni 40, per opera dei figli di Magno, Giovanni, Battista e Luigi.

Oltre 50 anni fa, i Fiandino, fuori delle logiche di un certo qual immobilismo del “bogia nen” piemontese, sono lungimiranti e mettono in pratica la filiera corta, il prodotto a km zero, dal produttore al consumatore. Allevamento, coltivazione delle materie prime, trasformazione del latte in formaggio e vendita!

Oggi i cugini Mario ed Egidio Fiandino si occupano con successo dell’azienda che esporta in tutta la galassia. Non esageriamo: nel mondo conosciuto. Ed ecco l’azienda:  (clicca e leggi sotto)

corsaroeindiano [800x600]In primis l’allevamento di brune alpine, oggi accudite al signor Daljit (è il signore senza basette ma con barbone e baffoni. Quello con basette, per i pochi che non lo sanno, sono io)

Poi la trasformazione nel caseificio dove la principale produzione è il Grana (vedi foto)grana fresco

Ma non solo Grana, anche altri prodotti tra cui u na toma a latte crudo chiamata Lou Bergier (pastore in lingua occitana) e un formaggio alla birra Baladin. Straordinario è il caglio vegetale con cui vengono prodotti. Cliccando qui e anche qui potete avere tutte le notizie su questo antico metodo.

E’ stata una sorpresa trovare negli uffici dell’azienda Fiandino, come collaboratore, una “firma storica” del marketing aziendale: Lelio Bottero (clicca). Lelio, insieme all’ormai guru della birra Teo Musso (baciamolemani), operò per molti anni nella creazione e formazione di quello che è oggi: il mito della birra Baladin, la birra di Piozzo. Eggià!

E’ una bella realtà che, tra l’altro, dista 10 minuti d’ auto dalla mia azienda. E’ proprio vero: prima di cercare lontano, guarda bene quante cose belle (e buone) ci sono intorno a te! (By Corsaro,  foto by Lelio e CdG)





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Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete: senza libertà cosa farete? Combatterete? Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po'... Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l'occasione, solo un'altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà! (William Wallace)

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