Tag: culipallidi



4 mar 10

Quando il territorio si sveglia?

Nel post precedente ho promesso che …continua. Un’altra volta però, non oggi.

Si rimane senza parole! Negli ultimi trenta giorni è successo di tutto: si è anche spostato l’asse terrestre!  Patate trans, McItaly, zuffe per le regionali, politica immonda, fabbriche che chiudono tutti giorni, latte dei distributori velenoso… Sulle patate trans, in qualità di Corsaro del gusto e del buongusto, dico che è abominevole: pure la patata ci tolgono!

Tolgono la bella e buona patata, fatta da mammasua, e ci rifilano una patata da laboratorio: una patata gonfiabile!  Poi, la storia di McItaly veramente curiosa. Lo stato italiano, cioe NOIO, che finanzia una multinazionale. E’ come quel marito che per fare dispetto alla moglie si tagliò i gioielli di famiglia. Infatti, non so fino a che punto la multinazionale possa fare gli interessi della nostra agricoltura. Quelli la vivono di grafici, bilanci e tornaconti. Sarà!

Tralasciando tutto il resto di cose nefaste quello che più mi stipisce è la totale assenza di reazioni da parte di chi deve per lavoro e di chi dovrebbe per diritto. Qualcuno brontola ma, di fatto, gli orchi avanzano, distruggendo la nostra, già malata, identità.

Ma la patata! Per noi che,  di patata viviamo, sostituirla con una gonfiabile è veramente tragico! (By Corsaro)







24 nov 09

(Fonte: Quale formaggio)

Dalle indagini, condotte dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta e dai Nas e coordinate dal pm Pasquale Longarini, è emerso tra l’altro che l’azienda agricola Cabraz, di Jovençan, nonostante avesse la stalla bloccata in quanto alcune bovine erano risultate malate, ha continuato a produrre la Fontina Dop. Quando non ha più potuto trasformare direttamente, ha ceduto il latte al caseificio Duclos che lo miscelava con quello proveniente da altri conferimenti per la produzione del formaggio tipico valdostano. La Fontina veniva poi immessa sul mercato. 

Secondo l’accusa, inoltre, Duclos avrebbe venduto dello zangolato, un burro grezzo che potenzialmente contiene un’alta carica batteriologica, per burro di panna pastorizzato. In alcuni supermercati valdostani gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno sequestrato alcune Fontine cosiddette “rosse” (sempre di produzione del caseificio di Duclos) che non avrebbero dovuto essere commercializzate in quanto contenenti colosto.

I nomi degli arrestati

Le undici misure cautelari agli arresti domiciliari hanno riguardato Antonio Albisetti, di 43 anni, di Montjovet, Fabrizio Bisson, 31 anni, di Gressan, Emilio Cabraz, 67 anni, di Jovençan, Marisa Cheillon, 46 anni, di Gignod, Angelo Letey, 50 anni, di Valpelline, Elio Louisetti, 51 anni, di Bionaz e Gabriele Vièrin, 61 anni di Gressan (tutti allevatori), a cui si aggiungono i veterinari Davide Mila, 49 anni, di Morgex, Claudio Trocello, 54 anni, di Aosta e Massimo Volget, 38 anni, di Brissogne. Ai domiciliari è stata costretta anche Rosella Badino, 50 anni, di Pralormo, località in provincia di Torino, legale rappresentante del laboratorio di analisi di Carmagnola: «invece di sopprimere gli animali malati – spiega il procuratore capo di Aosta, Marilinda Mineccia – in stalle dove erano già stati identificati bovini affetti da tubercolosi, alcuni allevatori si affidavano alla struttura di Carmagnola per spostare il bolo di riconoscimento su animali sani, oppure li facevano macellare, senza rinunciare però ai contributi europei distribuiti attraverso la Regione. Anche per quanto riguarda il latte, in certi casi veniva dichiarato che sarebbe stato utilizzato solo per l’alimentazione delle vacche. Il latte che doveva restare fuori commercio veniva invece mescolato ad altro latte per la produzione di formaggi: tra allevatori e caseificatori c’era anche un legame familiare. In diversi casi, per fortuna, i commercianti si sono accorti di una cattiva conservazione dei prodotti e li hanno rimandati indietro senza venderli».

E’ una cosa indegna, una cosa che non può avere scusanti. Un ultriore segno della decadenza del genere umano. Leggete il pezzo sulla notizia del giornalista ed amico Stefano Mariotti: Val D’aosta travolta dallo scandalo. Un danno enorme all’immagine del nostro paese. Che peccato, un pezzo di storia che rischia di scomparire. (By Corsaro)







21 dic 08

Hanno una fottuta paura che una presa di coscienza, magari aiutata dai tempi di vacche magre, faccia capire, ai più,  che si può anche vivere senza facebook, playstation, dreamcar, televisione, cellulari ultimo grido, vacanze a Sharm, pomodori d’inverno e tutte quelle cose, assurde inutili e costose che la generazione dei miei nonni, ora novantenni, non conosceva e guardacaso sono ancora qui, nonostante tutto. Temono che qualcuno, organizzandosi per i beni di prima necessità, semini l’idea che senza supermercati si mangia lo stesso, e anche meglio! Temono la fine dell’era del petrolio e l’inizio dell’era della coscienza: l’uomo che spezza le catene, prende consapevolezza ed usa la teconologia al servizio di se stesso nel rispetto di GAIA che ci ospita.

Gli uomini neri, burattinai della civiltà del petrolio, si celano dietro l’operato dei culi pallidi che imperterriti gridano all’ottimismo e, dato il Natale imminente, vorrebbero tutti felici e contenti. Felice e contento perchè è Natale? Non sono un fottuto egoista ed ho ancora una sensibilità che, se volete, mi frega, ma mi spinge a pensare, per esempio,  come cavolo passeranno il Santo Natale le vittime di quel grosso imbroglio che si chiama caso Parmalat e che ultimamente ha visto il concludersi di un processo senza giustizia. Giustizia oggi è una parola sconosciuta. Contenti perchè i nostri soldi, già dimezzati con l’avvento dell’euro, ora sono mangiati dal meccanismo perverso e diabolico della finanza creativa?  E LO STATO SOCIALE DOVE ANDRA’ A FINIRE? Dovremmo essere felici con un debito pubblico da paese del terzo mondo, fatto dalla casta e i suoi adepti che, orrore, ora ci richiamano all’etica e sono per tre quarti indagati per ogni sorta di motivi?

Civiltà del petrolio perchè è tutto petrolio quello che vediamo e quello che mangiamo. Pensateci bene…non mi sembra cosa buona e giusta. (By Corsaro)





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Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete: senza libertà cosa farete? Combatterete? Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po'... Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l'occasione, solo un'altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà! (William Wallace)

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